Specialmente per poter avvertire - chi è nato al Lido o nei
pressi e, per motivi di vita, oggi ne è lontano - che ora esistono
due pubblicazioni,(-il volume “Lido di Venezia, oggi e nella storia”, 480 pagine,
circa mille illustrazioni per lo più inedite, testo in italiano e in
inglese;
-la rivista annuale “Lido di oggi, Lido di allora”, 160 pagine
ricche di immagini molte delle quali inedite, testo solo italiano, esce sempre nel mese di giugno, quella del 2008 è la sua
XXIV edizione)
che, una volta conosciute, potrebbero permettere loro di avere dell'isola un'idea molto più ricca di quella formatasi durante
la loro lontana presenza.
Questo perchè, nella quasi totalità, il
Lido lo hanno a suo tempo vissuto come lo vive oggi la stragrande maggioranza di chi l'isola attualmente la abita o dei
tanti turisti che vengono al Lido nel periodo estivo.
Non è che questa idea la possono comunque vivere male perchè sono indiscutibili i grandi meriti di fondo del Lido che
lo fanno del tutto diverso da qualunque altro anche famoso
centro:
- quello che riguarda le sue caratteristiche ambientali per
essere posto tra mare e laguna
(un'aria sostanzialmente pulita - non solo perchè nell'isola non esistono fabbriche con i camini inquinanti e la
circolazione dei mezzi automobilistici è quasi nulla rispetto ad altrove - per via delle brezze di mare e di terra
che, quattro volte al giorno la movimentano;
- quello che riguarda le sue caratteristiche paesaggistiche (i panorami osservabili dalle tante riviere che corrono lungo laguna, che contengono immagini di gioielli
come il bacino marciano della città di Venezia o delle tante isolette lagunari che la accompagnano, panorami
che diventano di una bellezza incredibile nelle ore in cui il sole si inabissa progressivamente nelle acque della
laguna. I panorami osservabili anche dal lato mare, costituiti da uno splendido largo arenile che corre - con la sola
interruzione dei settecenteschi “Murazzi” - lungo i suoi 12 km. di lunghezza, e delle due dighe estreme che,
per chilometri si inoltrano nell''acqua permettendo lunghe passeggiate stimolanti).
Questi due grandi meriti - entrambi derivati dall'essere la stretta isola sistemata tra mare e laguna - non sono
però gli unici a fare del Lido un luogo straordinario. Ve ne è infatti un terzo di grande rilievo - ma generalmente sconosciuto per una caratteristica del territorio - che è quella di essere diviso, tra S. Nicolò e gli Alberoni,
in dieci zone quasi completamente separate tra loro non solo per caratteristiche fisiche ma anche, e in specie,
per essere state popolate in periodi spesso lontanissimi tra loro (vedi Malamocco e Ca' Bianca che hanno rispettivamente, il primo una popolazione di antichissima data e il secondo solo di pochi decenni) e da comunità
tra loro diversissime per origine (restando nell'esempio: quella di Malamocco, restata nei secoli praticamente
sempre se stessa, è formata da gente proveniente, in origine, da Padova e dintorni, quella di Ca' Bianca, invece,
da impiegati e operai provenienti dagli affollatissimi centri - ancora negli anni '50 - da Venezia e dintorni).Questa suddivisione in zone così separate tra loro ha fortemente inciso nella stessa circolazione delle persone,
impedendo loro di accorgersi che l'intera isola è una specie di grande museo di incomparabile valore storico
per le tante strutture significative disseminate in essa, strutture che hanno, generalmente tutte, un'origine lontana nel tempo e spesso antichissima.
Quanto qui affermato è documentato, e per la prima volta, nel volume “Lido di Venezia, oggi e nella storia”.(la rivista invece approfondisce singoli temi come fortificazioni, vasche ottocentesche, la miserevole vita dei
parroci della chiesa di S. M. Elisabetta, le ville Liberty, la Mostra del Cinema, l'Ospedale al Mare...).
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